Anche secondo l’opinione di Alan Gourley, (BRAIN-WASH-1992-The Constitutional Heritage Protection Society, Sydney, 2000) le élite al potere sono un ristretto numero di famiglie potenti che, attivamente e criminalmente, sfruttano l’umanità, le risorse del pianeta e pianificano il controllo dittatoriale del mondo; egli sfida con un premio di $10,000 chiunque fosse in grado di contraddire la sua tesi e promette di mantenere valida la scommessa dei diecimila dollari americani fino al giorno in cui il “Nuovo Ordine Mondiale” avrà istituito un sistema monetario unico mondiale, sancendo così la la fine della proprietà privata e dimostrando in modo definitivo la validità della sua tesi.
Esiste un vecchio detto nella comunità alla quale appartiene quell’autore: “il fesso sarà presto privo dei suoi denari“, e questo può anche essere espresso come: “il fesso verrà facilmente privato del suo benessere e della sua proprietà.” La ricchezza della specie umana è qualcosa con la quale gli uomini e le donne nascono, è l’abilità di comprendere i fatti della vita e di trarre vantaggio da essi piuttosto che, come accade per gli animali, essere guidati dal fato, dalla manipolazione o dal sistema degli istinti e della natura. I manipolatori dei destini degli altri non sono più colpevoli di derubare il prossimo di quanto egli non lo sia per averglielo permesso; tuttavia, le nostre possibilità non finiscono al nostro primo errore.
La manipolazione dell’opinione pubblica non è una cosa nuova e non c’è motivo di credere che essa non sia esistita già dall’inizio delle civilizzazioni e anche prima. I mezzi a disposizione della manipolazione moderna, e gli studi scientifici sul comportamento umano, hanno creato un sistema di potere e di sfruttamento molto più pericoloso per l’umanità, per le civiltà e per il pianeta. La guerra del 1914-18 aveva già dimostrato chiaramente le potenzialità della manipolazione scientifica promossa da Bernays, che venne presto riconosciuto come l’esperto di un nuovo sistema di persuasione di massa chiamato PR, Public Relations. L’espressione Public Relations è il chiaro eufemismo di ciò che lo stesso Bernays chiamava “propaganda” e che oggi viene spesso definita: “social engineering“; nel linguaggio comune è “lavaggio dei cervelli“.
Il lavaggio dei cervelli, in termini militari, è un programma di indottrinamento forzoso ad un certo sistema ideologico; ma quando parliamo di lavaggio del cervello nei termini scientifici di Bernays, intendiamo una cosa diversa; ciò che chiamiamo lavaggio del cervello, o propaganda, o PR, è una forma di condizionamento operante attuata a livello sociale; è una forza che ci fa compiere degli atti, ci fa agire in una determinata direzione, a vantaggio d’altri e a danno nostro, senza che ne siamo consapevoli. Il lavaggio dei cervelli esteso al pianeta è un processo ingannevole di contaminazione della logica con l’aggiunta sistematica di elementi di confusione; un paragone con il linguaggio informatico potrebbe essere quello dei virus che sistematicamente pullulano in tutte le sfortunate macchine sottomesse al monopolio di Micro5oft Windowz, l’unico sistema operativo che non ha mai funzionato, che danneggia i computer, e che tutti pagano salatissimo, visto che si vende surrettiziamente con il trucco fraudolento della licenza compresa nell’acquisto di personal computer che si vendono in tutti i negozi del mondo. I virus distruggono la logica, la contaminano con elementi di confusione. Le informazioni errate, false, anche se parzialmente verosimili, sono agenti attivi che sabotano i processi logici e il lavoro intellettivo. L’odiosa natura del lavaggio dei cervelli è celata da moltissimi sintomi fuorvianti; le persone condizionate sentono che le loro decisioni, personali, familiari, d’affari, non sono corrette, non funzionano, e perdono fiducia in sé stessi. Sentono di doversi affidare a delle ‘autorità’, a dei consulenti finanziari, alle scempiaggini della stampa e dei media, dei politici, degli educatori. Ma sanno che quei soggetti mentono e traggono vantaggi dalle proprie menzogne; anche se molti credono di vivere felici subendo questo abuso, persone condizionate, in numero crescente, segretamente, inconsapevolmente, disprezzano sé stessi per la propria incompetenza; ma lo vivono come un problema individuale e non riescono a vedere via d’uscita o a immaginare alternativa.
Il condizionamento sociale deve essere praticato in modo subdolo, altrimenti non funziona. Infatti, esso è talmente penetrante che le persone condizionate non lo considerano affatto lavaggio del cervello e confondono ciò che noi chiamiamo lavaggio del cervello con normale incomprensione o con legittima persuasione commerciale. Dovremmo osservare, altresì, che, in qualunque formazione di opinione, o costruzione ideologica, che si sia avuta attraverso una deliberata finzione, attraverso l’inganno, il travisamento dei fatti, l’attività di travisamento è assolutamente immorale e compromette la capacità della mente di decidere razionalmente.
L’illiceità del trarre profitto a svantaggio d’altri, attraverso il raggiro, il travisamento dei fatti o la finzione, è ben statuita dagli ordinamenti giudiziafi di tutti gli stati dotati di un sistema giuridico; per esempio, al primo suo comma, l’ art. 640 del Codice Penale dell’Ordinamento della Repubblica Italiana, recita.: Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 100.000 (51,65) a 2 milioni (1.032,91) (c.p.649).
In che modo la manipolazione e il condizionamento operante influiscono sulla nostra vita? Vediamo un esempio. Se Tizio vuole scambiare dei beni con Caio, non c’è nessuna ragione per la quale Tizio dovrebbe pagare un terzo soggetto per poter godere del privilegio di effettuare quello scambio. Se poi Tizio, per comodità, utilizza del denaro per fare il suo scambio, la sostanza del problema è la stessa: non vi è ragione logica per la quale Tizio dovrebbe pagare un terzo soggetto per poter solo avere il diritto-privilegio di scambiare beni con Caio. Se siamo informati sul fatto che veniamo tassati costantemente, su ciascuna singola transazione che facciamo, dovremmo essere seccati e depressi; ma questo è esattamente ciò che è accaduto negli ultimi anni e sta ancora accadendo; il dramma è che questi prelievi forzosi di ricchezza, da Tizio, da Caio e da tutti gli operatori economici e i lavoratori onesti, non portano nessun beneficio alle casse dell’erario e alla comunità dello Stato, perché vanno a ingrassare un ristretto numero di soggetti privati e basta.
Il costo di fornire la cartamoneta per semplificare gli scambi fra i cittadini è talmente esiguo che potrebbe essere tranquillamente sostenuto dai singoli governi senza nessun aggravio significativo di spesa per gli stessi. Prendere a prestito denaro da una banca, che appartiene alla comunità, non costerebbe più di un 1% o 2%, se avessimo un’economia non manipolata, un sistema non inflazionistico e un contesto non condizionante. La differenza fra questo costo e ciò che realmente paghiamo di interesse sulle nostre carte di credito, sui mutui e finanziamenti, aggiunta al costo maggiorato di ogni bene e servizio che deriva dall’aumentare del costo del denaro; è il prezzo che si paga per il lavaggio dei cervelli. È un’imposizione, una tassa su beni e servizi imposta dal cartello bancario internazionale.
Eppure non vogliamo credere che i nostri leader sono dei criminali, anche se maggior parte di noi sa che siamo costantemente ingannati, usati e abusati. Vogliamo continuare ad essere onesti, a pagare le imposte inique, anche quando vediamo che l’oppressione fiscale ci ha dissanguati e che le possibilità di accrescere il nostro benessere diventano ogni anno più ridotte. Volgiamo credere alla propaganda degli stati in bancarotta, del debito pubblico e dell’evasione fiscale come concausa dell’aumentare della pressione fiscale sui contribuenti paganti, alla frode della moneta unica e a quella della guerra perpetua.
Ci sono molte cose da fare se si vuole uscire dall’inganno ma, prima di tutto, è bene salvare il proprio risparmio e il proprio reddito, sfruttando proprio quei paradisi fiscali che ospitano trilioni di dollari nei conti invisibili che appartengono a quelle poche famiglie capaci di trarre beneficio dalle guerre, dalle crisi finanziarie, dall’indebitamento degli stati non più sovrani e da tutte le altre tragedie. Salvare il proprio futuro e trasferire più che si può su conti offshore; aprire conti offshore, aprire società offshore a Hong Kong o in uno dei tanti altri paradisi fiscali, come le Isole Vergini Britanniche.
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